lunedì 19 ottobre 2026

Stessi sogni, mondi diversi: il disagio giovanile nelle piazze dell'Italia di oggi..

                                


A sei anni riparavo gomme con mio padre. Non siamo mai andati in pizzeria o al ristorante fino ai miei diciassette anni. Nei centri commerciali non andavo, semplicemente perché non esistevano. Si mangiava spesso tutti insieme, con i nonni e gli zii. Guardavamo la televisione in bianco e nero, con pochissimi programmi a disposizione.

Portavo i pantaloncini corti anche d'inverno e ho giocato poco, perché già da bambino aiutavo mio padre nel lavoro. Gli svaghi erano semplici: qualche volta il cinema, qualche volta una giornata a pescare, un po' di calcio, un po' di ciclismo. Poi arrivò la mia amata corsa, che è rimasta compagna di vita fino a oggi.

Erano piccoli attimi di libertà, finestre aperte sul mondo, sufficienti per sentirsi bene e sognare.

Oggi vedo tanto disagio giovanile e, sinceramente, rifarei tutto da capo. Non perché fosse una vita facile, ma perché ci ha insegnato il valore del sacrificio, del rispetto, della famiglia e della gratitudine.

La parola "felicità" non si pronunciava quasi mai. Forse perché non c'era bisogno di nominarla.

La felicità la vivevamo. ❤️