Ancora un traguardo, anche nel 2026. 50 anni
inesauribili Ringraziando Dio. Non so nemmeno più quante gare ho corso:
duemila, tremila… forse di più. So solo che dentro ognuna c’è un pezzo della
mia vita: podi, soddisfazioni, felicità, delusioni che mi hanno insegnato,
ricordi che non se ne andranno mai.
Quando mi volto indietro vedo un’altra
immagine di me. Un uomo che volava, che correva con un ritmo che oggi non
riconosco più. E per un attimo mi chiedo dove sia finito quel passo, quella
leggerezza, quell’ossigeno che sembrava infinito.
Poi però mi guardo meglio. E capisco che
non ho perso nulla: ho solo cambiato forma.
I chilometri, il sole, il vento in
faccia… mi hanno consumato un po’, è vero. Ma mi hanno anche scolpito. Mi hanno
insegnato a correre con la testa quando le gambe non bastano più, a trovare
forza nella passione quando il fiato si fa corto, a trasmettere agli altri ciò
che questo sport ha regalato a me.
Perché la velocità passa. La passione no.
E finché avrò un metro da correre, un atleta da incoraggiare, un’emozione da
condividere… io sarò ancora qui.
Con un passo più lento, forse. Ma con un
cuore che non ha mai smesso di andare forte.
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